Art. 20 – Codice Deontologico Biologi

(Delibera n. 271 del 24 gennaio 2019)

Concorrenza sleale

1. Nell’esercizio professionale i seguenti comportamenti assumono rilevanza ai sensi dell’art. 11 comma 2:
a) attribuirsi come proprio il risultato della prestazione professionale o di ricerche scientifiche o pubblicazioni di altro professionista;
b) il compimento, con qualsiasi mezzo, di atti idonei a ingenerare dubbi sull’autore della prestazione professionale;
c) la diffusione di notizie e apprezzamenti circa l’attività di colleghi tali da determinarne il discredito;
d) il compimento di atti preordinati ad arrecare pregiudizio all’attività di altro professionista;
e) l’uso di modalità e/o di segni distintivi dello studio professionale che non rendano perfettamente identificabile la titolarità dello studio professionale;
f) l’utilizzo di strumenti pubblicitari lesivi del decoro, della qualità della professione, o in contrasto con regolamenti e direttive dell’Ordine;
g) la mancata richiesta di compensi (salvo ragionevoli motivazioni) o la richiesta sistematica di compensi chiaramente al di sotto di quelli di mercato e come tali non congrui alla prestazione.
2. La rinunzia, totale o parziale, al compenso è ammissibile soltanto in casi eccezionali e per comprovate ragioni atte a giustificarla. La rinunzia totale o la richiesta di un onorario con costi sensibilmente ed oggettivamente inferiori a quelli di loro produzione e di importo tale a indurre il cliente/committente ad assumere una decisione di natura meramente commerciale, è da considerarsi comportamento anticoncorrenziale e grave infrazione deontologica.

NOTE

SINTESI