Ippocrate

Il giuramento di Ippocrate è un atto solenne che viene effettuato dai medici prima di intraprendere a tutti gli effetti l’esercizio della professione. L’origine del giuramento è assai remota, infatti, si tratta di un rito che risale al IV secolo a.C., epoca in cui visse Ippocrate, colui che è ancora oggi considerato il padre della medicina. 

Indice

1. Nozioni generali sul giuramento di Ippocrate
2. Giuramento antico
3. Giuramento di Ippocrate moderno
4. Differenze tra il giuramento antico e il giuramento moderno

1. Nozioni generali sul giuramento di Ippocrate

Sebbene siano passati più di 2400 anni dalla sua redazione, il giuramento di Ippocrate, sebbene radicalmente modificato e adeguato ai costumi attuali, costituisce uno strumento ancora uno strumento essenziale per intraprendere l’esercizio della professione medica.
Ippocrate, medico affermato e rivoluzionario, dotato di spiccate doti filosofiche, ha riflettuto molto sull’importanza del medico nell’intero contesto sociale e, per questo, ha ritenuto fondamentale che il medico sia dotato di una particolare sensibilità etica e morale. Per lui, in buona sostanza, il medico deve per forza di cose condurre una vita regolare e riservata, e non deve compiere atti speculativi sulle malattie dei pazienti ma, al contrario, deve andare incontro alle esigenze dei bisognosi e deve stabilire un legame con il malato basato sulla sincerità e sul rispetto della persona. 

2. Giuramento antico

“Giuro per Apollo medico e Asclepio e Igea e Panacea e per gli dèi tutti e per tutte le dee, chiamandoli a testimoni, che eseguirò, secondo le forze e il mio giudizio, questo giuramento e questo impegno scritto: di stimare il mio maestro di questa arte come mio padre e di vivere insieme a lui e di soccorrerlo se ha bisogno e che considererò i suoi figli come fratelli e insegnerò quest’arte, se essi desiderano apprenderla; di rendere partecipi dei precetti e degli insegnamenti orali e di ogni altra dottrina i miei figli e i figli del mio maestro e gli allievi legati da un contratto e vincolati dal giuramento del medico, ma nessun altro.
Regolerò il tenore di vita per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio, mi asterrò dal recar danno e offesa.
Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, né suggerirò un tale consiglio; similmente a nessuna donna io darò un medicinale abortivo.
Con innocenza e purezza io custodirò la mia vita e la mia arte.
Non opererò coloro che soffrono del male della pietra, ma mi rivolgerò a coloro che sono esperti di questa attività.
In qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il sollievo dei malati, e mi asterrò da ogni offesa e danno volontario, e fra l’altro da ogni azione corruttrice sul corpo delle donne e degli uomini, liberi e schiavi.
Ciò che io possa vedere o sentire durante il mio esercizio o anche fuori dell’esercizio sulla vita degli uomini, tacerò ciò che non è necessario sia divulgato, ritenendo come un segreto cose simili.
E a me, dunque, che adempio un tale giuramento e non lo calpesto, sia concesso di godere della vita e dell’arte, onorato degli uomini tutti per sempre; mi accada il contrario se lo violo e se spergiuro”.

Ecco il testo scritto nella sua lingua originaria, ovvero il greco:

Ὄμνυμι Ἀπόλλωνα ἰητρὸν, καὶ Ἀσκληπιόν, καὶ Ὑγείαν, καὶ Πανάκειαν, καὶ θεοὺς πάντας τε καὶ πάσας, ἵστορας ποιεύμενος, ἐπιτελέα ποιήσειν κατὰ δύναμιν καὶ κρίσιν ἐμὴν ὅρκον τόνδε καὶ ξυγγραφὴν τήνδε.
Ἡγήσασθαι μὲν τὸν διδάξαντά με τὴν τέχνην ταύτην ἴσα γενέτῃσιν ἐμοῖσι, καὶ βίου κοινώσεσθαι, καὶ χρεῶν χρηίζοντι μετάδοσιν ποιήσεσθαι, καὶ γένος τὸ ἐξ ωὐτέου ἀδελφοῖς ἴσον ἐπικρινέειν ἄρρεσι, καὶ διδάξειν τὴν τέχνην ταύτην, ἢν χρηίζωσι μανθάνειν, ἄνευ μισθοῦ καὶ ξυγγραφῆς, παραγγελίης τε καὶ ἀκροήσιος καὶ τῆς λοιπῆς ἁπάσης μαθήσιος μετάδοσιν ποιήσασθαι υἱοῖσί τε ἐμοῖσι, καὶ τοῖσι τοῦ ἐμὲ διδάξαντος, καὶ μαθηταῖσι συγγεγραμμένοισί τε καὶ ὡρκισμένοις νόμῳ ἰητρικῷ, ἄλλῳ δὲ οὐδενί.
Διαιτήμασί τε χρήσομαι ἐπ’ ὠφελείῃ καμνόντων κατὰ δύναμιν καὶ κρίσιν ἐμὴν, ἐπὶ δηλήσει δὲ καὶ ἀδικίῃ εἴρξειν.
Οὐ δώσω δὲ οὐδὲ φάρμακον οὐδενὶ αἰτηθεὶς θανάσιμον, οὐδὲ ὑφηγήσομαι ξυμβουλίην τοιήνδε. Ὁμοίως δὲ οὐδὲ γυναικὶ πεσσὸν φθόριον δώσω.
Ἁγνῶς δὲ καὶ ὁσίως διατηρήσω βίον τὸν ἐμὸν καὶ τέχνην τὴν ἐμήν.
Οὐ τεμέω δὲ οὐδὲ μὴν λιθιῶντας, ἐκχωρήσω δὲ ἐργάτῃσιν ἀνδράσι πρήξιος τῆσδε.
Ἐς οἰκίας δὲ ὁκόσας ἂν ἐσίω, ἐσελεύσομαι ἐπ’ ὠφελείῃ καμνόντων, ἐκτὸς ἐὼν πάσης ἀδικίης ἑκουσίης καὶ φθορίης, τῆς τε ἄλλης καὶ ἀφροδισίων ἔργων ἐπί τε γυναικείων σωμάτων καὶ ἀνδρῴων, ἐλευθέρων τε καὶ δούλων.
Ἃ δ’ ἂν ἐν θεραπείῃ ἢ ἴδω, ἢ ἀκούσω, ἢ καὶ ἄνευ θεραπηίης κατὰ βίον ἀνθρώπων, ἃ μὴ χρή ποτε ἐκλαλέεσθαι ἔξω, σιγήσομαι, ἄρρητα ἡγεύμενος εἶναι τὰ τοιαῦτα.
Ὅρκον μὲν οὖν μοι τόνδε ἐπιτελέα ποιέοντι, καὶ μὴ ξυγχέοντι, εἴη ἐπαύρασθαι καὶ βίου καὶ τέχνης δοξαζομένῳ παρὰ πᾶσιν ἀνθρώποις ἐς τὸν αἰεὶ χρόνον. παραβαίνοντι δὲ καὶ ἐπιορκοῦντι, τἀναντία τούτων”.

3. Giuramento di Ippocrate moderno

Nel mondo contemporaneo, il giuramento di Ippocrate risultava parecchio obsoleto e, per questo si è reso necessario un adattamento alle abitudini contemporanee. Si pensi, ad esempio, ai riferimenti ad Apollo e agli dei oggetto di culto all’epoca di Ippocrate. Dopo aver subito diverse modifiche, l’ultima versione del giuramento è stata deliberata nel 2014 dal comitato centrale della “Federazione nazionale degli ordini dei medici e degli odontoiatri”. 
L’attuale testo prevede il seguente giuramento:
“Consapevole dell’importanza e della solennità dell’atto che compio e dell’impegno che assumo,giuro: di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento; di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell’uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale; di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente; di attenermi alla mia attività ai principi etici della solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze; di prestare la mia opera con diligenza, perizia, e prudenza secondo scienza e coscienza ed osservando le norme deontologiche che regolano l’esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione; di affidare la mia reputazione esclusivamente alla mia capacità professionale ed alle mie doti morali; di evitare, anche al di fuori dell’esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignità della professione.
Di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni; di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica; di prestare assistenza d’urgenza a qualsiasi infermo che ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità a disposizione dell’Autorità competente; di rispettare e facilitare in ogni caso il diritto del malato alla libera scelta del suo medico, tenuto conto che il rapporto tra medico e paziente è fondato sulla fiducia e in ogni caso sul reciproco rispetto; di osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell’esercizio della mia professione o in ragione del mio stato; di astenermi dall’”accanimento” diagnostico e terapeutico.”

4. Differenze tra il giuramento antico e il giuramento moderno

Come accennato in precedenza, il giuramento di Ippocrate è stato oggetto di diverse modifiche in modo da seguire i costumi e le abitudini delle società che nel tempo si sono succedute. Sebbene oggi radicalmente modificato, si può comunque affermare che dal giuramento più antico a quello più recente, si è sempre voluto conservare lo scopo nobile attribuito alla professione dallo stesso Ippocrate. 
I principi intorno a cui ruota il giuramento attualmente in vigore consistono:

  • Libertà e indipendenza del medico;
  • Tutela della salute fisica e psichica;
  • Sollevare il prossimo dalla sofferenza;
  • Svolgimento della professione con diligenza, prudenza e perizia;
  • Osservanza della legge e delle norme deontologiche;
  • Rispetto dei colleghi;
  • Eguaglianza nella somministrazione delle cure;
  • Segreto professionale.

Facendo un confronto con quello antico si denota come ad oggi sia ritenuta superflua l’attenzione verso chi ha trasmesso le conoscenze mediche, mentre viene sottolineata l’importanza di osservare la legge e di rispettare i propri colleghi.
Ancora attuale risulta invece “il bene per il malato”, l’impegno a “non compiere atti idonei a provocare la morte del paziente” e il “segreto professionale”.
All’epoca di Ippocrate non esisteva un codice deontologico dotato di poteri sanzionatori qualora si riscontrasse l’inosservanza dei principi contenuti nel giuramento, eppure nell’ultimo capoverso dell’antico giuramento si può osservare una sorta di mini codice comportamentale che prevede oneri conseguenti all’osservanza del giuramento e disonori qualora non adempia agli impegni assunti mediante giuramento. Una sorta di sanzione già prevista al tempo di Ippocrate.