Sezione I – Della personalità e segretezza

(Delibera n. 2/56 del 5 aprile 2008)

§ 1 – Della personalità

36. L’esecuzione della prestazione del notaio è caratterizzata dal “rapporto personale” con le parti. La facoltà di valersi di collaboratori non può pregiudicare la complessiva connotazione personale che deve rivestire l’esecuzione dell’incarico professionale.
37. In ogni caso compete al notaio svolgere di persona, in modo effettivo e sostanziale, tutti i comportamenti necessari:
– per l’accertamento della identità personale delle parti, con utilizzazione di tutti gli elementi idonei e con prudente esame dei documenti di identificazione in relazione al tipo e alla loro possibilità di falsificazione;
– per l’indagine sulla volontà delle parti, da svolgere, in modo approfondito e completo, mediante proposizione di domande e scambio di informazioni intese a ricercare anche i motivi e le possibili modificazioni della determinazione volitiva come prospettatagli;
– per la direzione della compilazione dell’atto nel modo più congruente alla accertata volontà delle parti.

§ 2 – Della segretezza

38. Nell’esercizio della sua attività il notaio è tenuto al rigoroso rispetto del segreto professionale con riguardo alle persone che ricorrono alla sua opera, al contenuto della stessa e a tutto ciò di cui sia venuto a conoscenza nella esecuzione della prestazione, sia per il tempo della stessa che successivamente. Egli è altresì tenuto a fare quanto necessario e a sorvegliare che tale prescrizione sia rispettata dai suoi collaboratori.
39. Il ricevimento dell’atto notarile non autorizza il notaio a renderne nota ai terzi l’esistenza e il contenuto, se non su espressa richiesta e nei limiti delle risultanze dell’atto e degli adempimenti ad esso connessi.