Sezione II – Della Pubblicità

(Delibera n. 2/56 del 5 aprile 2008)

15. – Nell’interesse collettivo, è consentita la pubblicità informativa, improntata alla sobrietà, concernente dati personali attinenti l’attività e situazioni ed elementi organizzativi fondati su dati obiettivi e verificabili, nel rispetto dell’indipendenza, della dignità e della integrità della funzione pubblica nonché del segreto professionale.
È vietata la pubblicità ingannevole, comunque attuata.
16. – Agli effetti dell’articolo 15, possono essere diffusi dati personali, obiettivi e verificabili, quali, a titolo esemplificativo, quelli relativi a:
– titoli di studio e professionali legalmente riconosciuti;
– docenza universitaria o in scuole di formazione;
– frequenza di master o corsi di specializzazione o perfezionamento in ambito giuridico;
– svolgimento di conferenze in convegni giuridici;
– pubblicazioni giuridiche;
– conseguimento dei crediti formativi previsti;
– incarichi in organismi ufficiali del Notariato;
– partecipazione ad enti associativi senza scopo di lucro.
È ammessa inoltre quale pubblicità informativa quella relativa a:
– disponibilità di lavoro in determinati giorni ed ore;
– struttura organizzativa dello studio;
– ubicazione e modalità di accesso allo studio;
– conoscenza da parte del notaio o del personale di studio di determinate lingue straniere.
L’informativa circa il compenso e i costi complessivi della prestazione deve rispondere a criteri di trasparenza e veridicità, specificando analiticamente spese, anticipazioni, onorari, diritti e compensi.
A tutela del cliente i Consigli Notarili Distrettuali vigilano sul rispetto dei suddetti criteri.
17. Nel rispetto della funzione pubblica (e del prestigio e del decoro della categoria e per colmare asimmetrie informative) è consentito al notaio pubblicizzare i dati di cui all’articolo 15.
18. La partecipazione o collaborazione a trasmissioni o rubriche radio-televisive o giornalistiche, anche in forma di intervista nonché a iniziative e/o manifestazioni culturali, sportive, e, comunque, aperte al pubblico (pur se comporta indirettamente occasione di notorietà professionale attraverso i mezzi di comunicazione di massa), non deve costituire strumento per la diffusione di dati pubblicitari diversi da quelli previsti dall’art. 15 e, per le circostanze di svolgimento, per l’immagine generale che si offre della figura del notaio e per la qualità e l’attendibilità dell’informazione, non deve ledere il prestigio ed il decoro della categoria.